La nuova class action Italiana

Il 3 aprile 2019 il Senato ha approvato in via definitiva il d.d.l. n. 844, recante “Disposizioni in materia di azione di classe".

Il 3 aprile 2019 il Senato ha approvato in via definitiva il d.d.l. n. 8441, recante “Disposizioni in materia di azione di classe”. Il provvedimento introduce una nuova disciplina dell'azione di classe la cui disciplina, tra l’altro, viene tolta dal Codice del consumo per essere trasfusa nel Codice di procedura civile, dove viene introdotto il nuovo Titolo VIII-bis intitolato, appunto, "Dei procedimenti collettivi" (artt. da 840-bis a 840-sexiesdecies). L’entrata in vigore della nuova disciplina è prevista per il 19 aprile 2020 e le nuove disposizioni si applicheranno alle condotte illecite poste in essere successivamente a tale data, mentre alle condotte illecite poste in essere precedentemente continueranno ad applicarsi le disposizioni attualmente contenute nel Codice del consumo.

L’ambito soggettivo e oggettivo di applicazione

Ai sensi della nuova disciplina l’azione di classe è genericamente esperibile da tutti coloro che avanzino pretese risarcitorie in relazione alla lesione di “diritti individuali omogenei”2 . L’azione è nella titolarità di:

  • organizzazioni o associazioni senza scopo di lucro che abbiano come scopo la tutela dei suddetti diritti e che si siano iscritte in un elenco pubblico istituito presso il Ministero della giustizia, o
  • ciascun componente della classe di persone che ha subito la lesione di diritti individuali omogenei.

Soggetti passivi dell’azione di classe possono essere imprese ed enti gestori di servizi pubblica utilità, in relazione a atti e comportamenti posti in essere nello svolgimento delle proprie attività.

La domanda e l'ammissibilità dell' azione di classe

L’azione di classe si propone con ricorso avanti alla sezione specializzata in materia di impresa competente per il luogo dove ha sede il resistente. Il procedimento è regolato dal rito sommario di cognizione3.

Il ricorso, unitamente al decreto di fissazione della prima udienza di comparizione delle parti (che si tiene almeno 40 giorni dopo la pronuncia del decreto4), è pubblicato entro 10 giorni dal deposito in cancelleria su un apposito portale gestito dal Ministero della giustizia (portale dei servizi telematici).

Le azioni di classe proposte sulla base dei medesimi fatti dell’azione principale e nei confronti dello stesso resistente:

  • se proposte dopo 60 giorni dalla pubblicazione del ricorso sul portale dei servizi telematici, sono cancellate dal ruolo e non è ammessa la riassunzione, salvo il caso in cui (i) la domanda principale sia stata dichiarata inammissibile con ordinanza definitiva; (ii) la causa principale sia stata cancellata dal ruolo o sia stata definita con provvedimento che non decide sul merito; (iii) l’azione successiva sia proposta per la tutela di diritti che non potevano esser fatti valere entro i sopraindicati 60 giorni.
  • se proposte entro 60 giorni dalla data di deposito del ricorso, sono riunite all’azione principale.

Il Tribunale, entro 30 giorni dalla prima udienza, decide con ordinanza sull’ammissibilità dell’azione di classe:

  • Il Tribunale dichiara la domanda inammissibile se:
    • è manifestamente infondata: il ricorrente in questo caso può riproporre l’azione di classe in presenza di circostanze diverse o nuove ragioni di fatto o di diritto
    • il ricorrente non appare in grado di “curare adeguatamente” i diritti individuali omogenei fatti valere
    • il ricorrente versa in conflitto di interessi nei confronti del resistente
    • il Tribunale non ravvisa l’omogeneità dei diritti individuali oggetto di tutela.
  • Se il Tribunale ritiene la domanda ammissibile, con ordinanza5 (ordinanza di ammissione dell’azione):
    • fissa un termine perentorio compreso tra 60 e 150 giorni entro il quale i soggetti portatori di diritti individuali omogenei possono aderire all’azione di classe (per la procedura di adesione si rinvia a quanto infra)
    • definisce i caratteri dei diritti individuali omogenei che consentono l’inserimento nella classe degli aderenti.

L’ordinanza che decide sull’ammissibilità dell’azione è reclamabile dalle parti davanti alla Corte d’Appello entro 30 giorni dalla sua comunicazione o notificazione (se anteriore):

  • entro 30 giorni dal deposito del ricorso con cui è stato proposto il reclamo, la Corte d’Appello provvede con ordinanza
  • il reclamo avverso le ordinanze di ammissione dell’azione non sospende il procedimento davanti al tribunale adito
  • se la Corte di Appello ammette l’azione di classe, il procedimento prosegue dinanzi al tribunale originariamente adito.

Fino alla discussione orale della causa, il Tribunale può formulare una proposta transattiva o conciliativa alle parti:

  • la proposta e l’eventuale accordo concluso sono comunicati tramite PEC (o servizio elettronico di recapito certificato qualificato - SERC) a ciascun aderente e pubblicati sul portale dei servizi telematici
  • il Tribunale fissa un termine entro cui ciascun aderente può aderire all’accordo depositando nel fascicolo informatico la propria dichiarazione di adesione
  • nel caso in cui le parti venissero meno a seguito di accordi transattivi o conciliativi:
    • il Tribunale fissa un termine compreso tra 60 e 90 giorni entro cui gli aderenti hanno la possibilità di proseguire la causa: a tal fine almeno uno degli aderenti deve costituirsi in giudizio con il ministero di un avvocato
    • se il termine assegnato decorre inutilmente, il Tribunale dichiara l’estinzione del procedimento: i soggetti aderenti potranno eventualmente agire individualmente o avviare una nuova azione di classe.

L'accoglimento dell' azione di classe

Con la sentenza che accoglie l’azione di classe il Tribunale:

  • accerta la responsabilità6 del resistente in relazione alla lesione dei diritti individuali omogenei oggetto di tutela
  • se il resistente è un soggetto diverso da un’organizzazione o un’associazione inserita nell’elenco ministeriale di cui sopra, provvede sulle domande risarcitorie e restitutorie proposte dal ricorrente
  • fissa un termine compreso tra 60 e 150 giorni7 per l’adesione all’azione di eventuali soggetti portatori di diritti individuali omogenei (per la procedura di adesione si rinvia a quanto infra)
  • definisce i caratteri dei diritti individuali omogenei e indica la documentazione da presentare insieme al modulo di adesione per provare la titolarità del proprio diritto
  • nomina il Giudice Delegato, a cui spetta la gestione della procedura di adesione e la decisione sulle liquidazioni
  • nomina il rappresentante comune degli aderenti8
  • determina, fissandone le modalità di versamento, un importo che dovrà esser versato da ogni aderente a titolo di fondo spese.

Dopo la sentenza che accoglie l'azione di classe, il rappresentante comune degli aderenti può predisporre con il resistente un progetto di accordo transattivo, che viene pubblicato sul portale dei servizi telematici e comunicato via indirizzo PEC (o SERC) a ciascuno degli aderenti:

  • entro 15 giorni, ciascun aderente può contestare l’accordo tramite inserimento delle proprie osservazioni nel fascicolo informatico (la mancata contestazione equivale ad acquiescenza all’accordo)
  • entro i successivi 30 giorni, il giudice delegato, può autorizzare il rappresentante comune degli aderenti a stipulare l’accordo, con provvedimento che viene comunicato a ciascun aderente e al ricorrente9
  • entro 15 giorni (dalla comunicazione del provvedimento del giudice delegato agli aderenti e dalla pubblicazione sul portale dei servizi telematici) (i) gli aderenti che hanno formulato contestazioni allo schema di accordo possono privare il rappresentate comune degli aderenti della facoltà di stipulare l’accordo; (ii) il ricorrente può aderire all’accordo10.

La procedura di adesione all' azione di classe e la condanna alla liquidazione delle somme agli aderenti

La domanda di adesione si propone tramite inserimento di una domanda (presentata su un modulo conforme ad un modello approvato con decreto dal Ministro della giustizia) all’interno del fascicolo informatico e anche senza che sia necessario il ministero di un difensore. Essa deve contenere (a pena di inammissibilità) una serie di indicazioni11 tra cui il conferimento al rappresentante comune degli aderenti del potere di (i) rappresentare l'aderente; (ii) compiere nel suo interesse tutti gli atti relativi al diritto individuale omogeneo esposto nella domanda di adesione.

Se, dopo l’emissione della sentenza di accoglimento, vengono proposte domande di adesione all’azione di classe:

  • entro 120 giorni dallo spirare del termine fissato per aderire all’azione il resistente può depositare una memoria difensiva per prendere posizione su ciascuna delle domande degli aderenti
  • entro i successi 90 giorni il rappresentante comune degli aderenti predispone e deposita un progetto dei diritti individuali omogenei degli aderenti, che viene comunicato agli aderenti e al resistente12
  • entro 30 giorni dalla comunicazione di tale progetto, gli aderenti e il resistente possono depositare osservazioni al progetto e ulteriore documentazione integrativa
  • entro i successivi 60 giorni il rappresentante comune degli aderenti può apportare eventuali variazioni al progetto e lo deposita nel fascicolo informatico
  • il Giudice Delegato, se accoglie le domande di adesione, emana un decreto13 (decreto di liquidazione) con il quale:
    • condanna il resistente al pagamento delle somme o delle “cose dovute” a ciascuno degli aderenti a titolo di risarcimento o restituzione, e 
    • condanna il resistente a corrispondere un compenso14 (i) al rappresentante comune degli aderenti; (ii) al difensore del ricorrente15; (iii) ai legali dei ricorrenti delle cause riunite risultanti vittoriose (cd. quota lite).
  • Se il resistente adempie spontaneamente al pagamento: il Giudice Delegato ordina il pagamento delle somme sulla base di un piano di riparto predisposto dal rappresentante comune degli aderenti.
  • Se il resistente non adempie spontaneamente al decreto:
    • il rappresentate comune degli aderenti promuove la procedura di esecuzione forzata16
    • il Giudice dell’Esecuzione dispone il deposito delle somme ricavate per effetto di provvedimenti provvisoriamente esecutivi non ancora definitive
    • il Giudice dell’Esecuzione liquida il compenso dovuto al rappresentate comune degli aderenti17.

Quando tutte le pretese sono soddisfatte o non è più possibile raggiungere un ragionevole soddisfacimento:

  • il giudice delegato dichiara chiusa la procedura di adesione, e
  • gli aderenti acquistano libero esercizio delle azioni verso il soggetto debitore in relazione alla parte dei loro crediti non soddisfatta.

Il decreto di liquidazione può essere impugnato:

  • Entro 30 giorni dalla sua comunicazione, da:
    • il resistente, il quale deve costituirsi almeno 5 giorni prima dell’udienza di comparizione, mediante deposito di una memoria contenente l’esposizione delle proprie difese
    • il rappresentante comune degli aderenti
    • gli avvocati che hanno diritto alla cd. quota lite (per motivi esclusivamente attinenti ai compensi e alle spese liquidate in loro favore).
  • l’opposizione si propone con ricorso dinanzi al Tribunale.
  • il Presidente del Tribunale fissa con decreto l’udienza di comparizione (che deve avvenire entro 40 giorni dal deposito del ricorso)
  • il ricorso e il decreto di fissazione dell’udienza vengono comunicati ai controinteressati
  • entro 30 giorni dall’udienza di comparizione, il tribunale decide con decreto motivato confermando, modificando o revocando il decreto impugnato.

Azione inibitoria collettiva

Ai sensi dell’art. 840-sexiesdecies c.p.c., "chiunque abbia interesse" (nonché le associazioni e organizzazioni iscritte un elenco pubblico istituito presso il Ministero della giustizia) può chiedere al Tribunale di ordinare a imprese o enti gestori di servizi di pubblica utilità:

  • la cessazione di un comportamento lesivo di una pluralità di individui ed enti commesso nello svolgimento delle rispettive attività, o
  • il divieto di reiterare una condotta commissiva o omissiva.

La domanda va proposta con ricorso dinanzi alla sezione specializzata in materia di impresa del Tribunale competente per il luogo dove ha sede il resistente e il procedimento segue le forme del rito camerale regolato dagli artt. 737 e ss c.p.c.

Il Tribunale, con la condanna alla cessazione della condotta commissiva o omissiva, può ordinare alla parte soccombente:

  • su istanza di parte o del pubblico ministero (a cui viene notificato il ricorso), l'adozione delle misure più opportune per eliminarne gli effetti
  • previa istanza di parte, il pagamento di una penale in caso di ritardo nell'adempimento della sentenza (ai sensi dell'art. 614-bis c.p.c.)
  • su istanza di parte, di dare diffusione al provvedimento, mediante utilizzo dei mezzi di comunicazione ritenuti più appropriati.

Se l’azione inibitoria è proposta congiuntamente all’azione di classe, il Giudice dispone la separazione delle cause.


1 Convertito nella L. 12 aprile 2019, n. 31., pubblicata in G.U. il 18 aprile 2019.

2 Sulla nozione di “omogeneità” dei diritti tutelati, il Tribunale di Milano (ordinanza 8.11.2013) ha considerato, nell’ambito della disciplina attuale, “omogenei” quei diritti la cui violazione sia il risultato di un unico evento che abbia prodotto danni di natura seriale, il cui accertamento non imponga al giudice la valutazione delle singole posizioni dei soggetti interessati. Il Tribunale di Venezia, più recentemente (ordinanza 12.01.2016) ha interpretato l’omogeneità come similarità, così che un unico comportamento illecito, potenzialmente idoneo a violare i diritti di più consumatori, sarà condizione sufficiente per l’ammissibilità dell’azione di classe e l’eventuale successivo accoglimento della domanda di risarcimento.

3 Non può esser disposto il mutamento del rito e non è ammesso l’intervento dei terzi a sensi dell’art. 105 c.p.c. (intervento volontario).

4 Ai sensi dell’art. 702-bis c.p.c. il giudice, con decreto, fissa l’udienza di comparizione delle parti, assegnando il termine per la costituzione del convenuto, che deve avvenire non oltre dieci giorni prima della suddetta udienza.

5 Pubblicata sul portale dei servizi telematici entro 15 giorni dalla pronuncia.

6 Ai fini dell’accertamento della responsabilità del resistente, il Tribunale può avvalersi di dati statistici e presunzioni semplici.

7 Che decorre dalla data di pubblicazione della sentenza sul portale dei servizi telematici.

8 Tra i soggetti che hanno i requisiti per la nomina a curatore fallimentare. Il rappresentante comune degli aderenti, che è un pubblico ufficiale, (i) rappresenta e compie nell’interesse degli aderenti all’azione di classe tutti gli atti relativi alla tutela dei loro diritti; (ii) predispone il “progetto dei diritti individuali omogenei”, rassegnando per ciascuno le sue motivate conclusioni; (iii) promuove l’esecuzione forzata collettiva (e compie tutti gli atti necessari, compresi quelli relativi a giudizi di opposizione) nei confronti del resistente che non adempie spontaneamente al decreto di liquidazione (come definito nel testo); (iv) ha la facoltà di predisporre, nell’interesse degli aderenti, insieme al resistente, una bozza di accordo transattivo e, se autorizzato dal Giudice Delegato, di stipulare l’accordo definitivo.

9 L’accordo transattivo stipulato dal rappresentante comune sulla base dell’autorizzazione giudiziale costituisce titolo esecutivo e per l’iscrizione di ipoteca giudiziale.

10 Se il ricorrente aderisce, l’accordo diviene titolo esecutivo e per l’iscrizione di ipoteca giudiziale anche in suo favore.

11 Ex art. 840-septies c.p.c.: l'indicazione del tribunale e i dati relativi all'azione di classe a cui il soggetto chiede di aderire; i dati identificativi dell'aderente; l'indirizzo di posta elettronica certificata ovvero il servizio elettronico di recapito certificato qualificato dell'aderente o del suo difensore; la determinazione della cosa oggetto della domanda; l'esposizione dei fatti costituenti le ragioni della domanda di adesione; l'indice dei documenti probatori eventualmente prodotti; la seguente attestazione: "Consapevole della responsabilità penale prevista dalle disposizioni in materia di dichiarazioni sostitutive, attesto che i dati e i fatti esposti nella domanda e nei potere documenti prodotti sono veritieri"; i dati necessari per l'accredito delle somme che verranno eventualmente riconosciute in favore dell'aderente; la dichiarazione di aver provveduto al versamento del fondo spese di cui all'articolo 840-sexies, primo comma, lettera h) c.p.c.

12 Il rappresentante comune degli aderenti può chiedere al Tribunale la nomina di uno o più esperti per la valutazione dei fatti posti a fondamento delle domande degli aderenti.

13 Che costituisce titolo esecutivo.

14 Tale compenso costituisce una percentuale dell’importo complessivo dovuto a tutti gli aderenti ed è stabilito in base al numero dei componenti della classe, in misura progressiva, sulla base di scaglioni di valore previsti dalla legge.

15 Se i difensori del ricorrente sono più di uno, il compenso viene suddiviso tra essi in base all’attività prestata.

16 Non è mai ammessa l’esecuzione forzata del decreto di liquidazione su iniziativa di soggetti diversi dal rappresentante comune degli aderenti.

17 Tale compenso e la cd. quota lite hanno privilegio nella misura del 75% sui beni oggetto di esecuzione.