Decreto Dignità: il testo definitivo approvato dal Parlamento

​Il Parlamento ha definitivamente approvato il nuovo testo del decreto Dignità, apportando alcune rilevanti modifiche alla bozza originaria presentata dal Governo.

Il Parlamento ha approvato il nuovo testo del Decreto Dignità, apportando alcune rilevanti modifiche alla bozza originaria presentata dal Governo.

La nuova disciplina entrerà in vigore il giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale attesa nei prossimi giorni.

I principali emendamenti introdotti dalle Camere riguardano, nello specifico, i seguenti aspetti:

Contratti a termine

L’applicabilità della nuova disciplina a proroghe e rinnovi contrattuali viene posticipata al 31 ottobre 2018.

In questo modo, di fatto, nell’arco di soli 5 mesi vi sono ben 4 diversi regimi applicabili a seconda della data in cui il contratto a termine è stato stipulato, rinnovato o prorogato:

Ante 14 luglio 2018  14 luglio 2018 – Conversione in legge del Decreto Dignità    Conversione in legge del Decreto Dignità – 31 ottobre 2018 Dal 1° novembre 2018 

 Jobs Act
(D.Lgs. 81/2015)

Durata max del contratto, comprensiva di proroghe e rinnovi: 36 mesi

Nessun obbligo di causale in caso di rinnovo o proroga contratti in essere

 Decreto Legge 87/2018

Durata max del contratto, comprensiva di proroghe e rinnovi: 24 mesi

Obbligo di causale per contratti superiori a 12 mesi, proroghe che determinano il superamento del limite di 12 mesi e per ogni rinnovo

 Regime transitorio

Durata max del contratto, comprensiva di proroghe e rinnovi: 24 mesi

Nessun obbligo di causale per proroghe e rinnovi dei contratti in corso

 Nuova disciplina

Durata max del contratto, comprensiva di proroghe e rinnovi: 24 mesi

Obbligo di causale per contratti superiori a 12 mesi, proroghe che determinano il superamento del limite di 12 mesi e per ogni rinnovo

Per applicare il regime corretto sarà dunque necessario prestare attenzione ad ogni singolo caso, valutando (i) data di assunzione del dipendente a tempo determinato, (ii) data di scadenza del contratto di lavoro, (iii) data in cui il contratto viene prorogato o rinnovato.

Il Ministero del Lavoro ha comunque annunciato l’emissione di una circolare interpretativa che dovrebbe fornire maggiori chiarimenti e dirimere eventuali dubbi sull’applicazione della nuova disciplina con riferimento, in particolare, ai contratti stipulati, rinnovati o prorogati tra il 14 luglio e il 31 ottobre 2018.

Somministrazione

  • Introduzione di un limite quantitativo: salvo diverse previsioni dei contratti collettivi applicati dall’utilizzatore, il numero dei lavoratori assunti con contratto a tempo determinato e con contratto di somministrazione a tempo determinato non può eccedere complessivamente il 30% del numero complessivo di lavoratori a tempo indeterminato in forza presso l’utilizzatore; viene fatta eccezione per alcune specifiche categorie di lavoratori (es. soggetti disoccupati).
  • Introduzione dell’esenzione dal cosiddetto “stop and go”, ossia l’intervallo tra la sottoscrizione di due contratti a tempo determinato con il medesimo soggetto.
  • Reintroduzione della “somministrazione fraudolenta”, fattispecie già prevista dalla legge Biagi ed in seguito abolita dal Jobs Act: in caso di ricorso illecito alla somministrazione di manodopera sia il somministratore che l’utilizzatore sono sanzionati con la pena dell’ammenda pari ad Euro 20 per ciascun lavoratore coinvolto e per ogni giorno di somministrazione, in aggiunta alle altre sanzioni già previste per ogni singolo caso.
  • Viene chiarito che le causali in caso di contratti o proroghe oltre i 12 mesi o di rinnovo devono essere riferite alle sole esigenze dell’utilizzatore e non a quelle dell’agenzia per il lavoro.

Bonus assunzioni under 35 anni

Conferma anche per gli anni 2019 e 2020 della decontribuzione al 50% per i datori di lavoro privato che assumono giovani under 35 anni con contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, nel limite massimo di Euro 3.000 su base annua.

Licenziamento di lavoratori assunti dopo il 07 Marzo 2015

Aumento dell’importo minimo (da 2 a 3 mensilità) e massimo (da 18 a 27 mensilità) dell’offerta di conciliazione volontaria esentasse prevista dal D.Lgs. 23/2015 in caso di licenziamento di dipendenti assunti con contratto a tutele crescenti.
 

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